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Dodekachordon

 
Dodekachordon presenta

5 febbraio 2010, ore 21.00
6 febbraio 2010, ore 21.00
7 febbraio 2010, ore 17.00
al Teatro delle Emozioni, via di Tor Caldara 23, Roma


Compagnia Teatrale G
in

"PRIMA PAGINA"

di Hecht - Mac Arthur

vedi QUI la locandina

Chicago, 1929. Sala stampa di un penitenziario. 
Quattro giornalisti frustrati, disincantati e bramosi solo di notizie, con lo scoop e l’anteprima a volte anteposti alla morale. Uno in procinto di mollare tutto per sposarsi. O per ottenere maggiori guadagni con la pubblicità?
Una cinica direttrice di giornale, che per riprendersi il “traditore” sarebbe  disposta anche a vendersi la madre.
Una fidanzata, ingenua e fiduciosa, capitata per caso nella “tana del lupo” proprio alla vigilia delle nozze.
Un condannato a morte, un po’ candido ed idealista, ma forse completamente innocente, improvvisamente in fuga verso la libertà.
Una giovane cantante, gentile e appassionata, che, sola, ha il coraggio di difendere l’Innocenza.
Due politici corrotti, fatui e subdoli, capaci di cancellare la Giustizia per interesse personale  e brama di potere.
Uno psichiatra, che ignora la vera natura del suo paziente in nome di concetti psicologici fasulli e stereotipati.
Una segretaria del Governatore, quasi privata della propria funzione salvatrice dalla prepotenza del potere che la trasforma in una marionetta.
Una servizievole addetta alle pulizie, umile e quasi unico esemplare dell’onestà del genere umano.

Questi gli ingredienti di ”Prima Pagina”, memorabile commedia, brillante e sarcastica, scritta nel 1928 da Ben Hecht e Charles Mac Arthur e “rivisitata” da vari registi. L’ultimo e più famoso, Billy Wilder, ne ha tratto, nel 1974, un film godibilissimo con Jack Lemmon e Walter Matthau.
La pièce è, ancora oggi, di una sconcertante attualità.

Il giornalismo, amato e bistrattato, “Quarto Potere” spesso accusato di volgarità e di cinismo, è costantemente uno dei protagonisti della nostra realtà. La ricerca dello “scoop-costi-quello-che-costi” è pane quotidiano. Come pure la ricerca del “mostro” da sbattere in Prima Pagina. E i giornalisti “inventori” di notizie, che corrono “come cani affamati”  dietro le loro prede... sono forse scomparsi?
Hecht e Mac Arthur hanno dipinto un’ America cinica e violenta, hanno messo in risalto la spregiudicatezza del mondo della Stampa, hanno condannato coraggiosamente l’assurdità della pena di morte, che “può” uccidere un innocente, si sono opposti ad una politica degradata e degradante.
La scena è ambientata nel 1929, in un tribunale di Chicago, ma... non potrebbe essere oggi in una qualsiasi altra città?

(recensione di Daniela Magrini)

      


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