in
"PRIMA
PAGINA"
di Hecht - Mac Arthur
vedi QUI la locandina
Chicago, 1929. Sala
stampa di un penitenziario.
Quattro
giornalisti frustrati, disincantati e bramosi solo di notizie, con lo scoop e
l’anteprima a volte anteposti alla morale. Uno in procinto di mollare tutto per
sposarsi. O per ottenere maggiori guadagni con la pubblicità?
Una cinica direttrice di giornale, che
per riprendersi il “traditore” sarebbe
disposta anche a vendersi la madre.
Una fidanzata, ingenua e fiduciosa,
capitata per caso nella “tana del lupo” proprio alla vigilia delle nozze.
Un condannato a morte, un po’ candido
ed idealista, ma forse completamente innocente, improvvisamente in fuga verso
la libertà.
Una giovane cantante, gentile e
appassionata, che, sola, ha il coraggio di difendere l’Innocenza.
Due politici corrotti, fatui e subdoli,
capaci di cancellare la Giustizia per interesse personale e brama di potere.
Uno psichiatra, che ignora la vera
natura del suo paziente in nome di concetti psicologici fasulli e stereotipati.
Una segretaria del Governatore, quasi
privata della propria funzione salvatrice dalla prepotenza del potere che la
trasforma in una marionetta.
Una servizievole addetta alle pulizie,
umile e quasi unico esemplare dell’onestà del genere umano.
Questi gli ingredienti di ”Prima
Pagina”, memorabile commedia, brillante e sarcastica, scritta nel 1928 da Ben
Hecht e Charles Mac Arthur e “rivisitata” da vari registi. L’ultimo e più
famoso, Billy Wilder, ne ha tratto, nel 1974, un film godibilissimo con Jack
Lemmon e Walter Matthau.
La pièce è, ancora oggi, di una
sconcertante attualità.
Il giornalismo, amato e bistrattato,
“Quarto Potere” spesso accusato di volgarità e di cinismo, è costantemente uno
dei protagonisti della nostra realtà. La ricerca dello
“scoop-costi-quello-che-costi” è pane quotidiano. Come pure la ricerca del
“mostro” da sbattere in Prima Pagina. E i giornalisti “inventori” di notizie,
che corrono “come cani affamati” dietro
le loro prede... sono forse scomparsi?
Hecht e Mac Arthur hanno dipinto un’
America cinica e violenta, hanno messo in risalto la spregiudicatezza del mondo
della Stampa, hanno condannato coraggiosamente l’assurdità della pena di morte,
che “può” uccidere un innocente, si sono opposti ad una politica degradata e
degradante.
La scena è ambientata nel 1929, in un tribunale di
Chicago, ma... non potrebbe essere oggi in una qualsiasi altra città?